Abito sposa

Abito sposa

Elenco dei principali stili di abiti da sposa

Bustier: Consiste in un corsetto steccato, che si stringe sulla schiena con chiusura stringata, accompagnato da una gonna ampia, stile '700. Generalmente è a scollo totale.
Impero: Ideale per le donne in stato interessante, ha vita alta, piccole maniche e gonne leggermente arricciate o svasate. Sta bene a chi non ha spalle e seno forti o per chi ama uno stile semplice.
A palloncino: Gonna revival degli anni '50 ampia, arricciata e gonfia, dall'orlo rimborsato o stretto da una fascia sul fondo. Molto chic.
Redingote:Il suo nome deriva da "riding-coat", ovvero "soprabito per cavalcare". Abito con punto vita stretto e più alto rispetto al normale, gonna a teli che stringe sulla parte alta del busto, per poi allargarsi sulla pancia e fianchi.
La linea è moderna e semplice ed è ideale per nascondere chili di troppo!
Scivolato:Modello realizzato con tessuti morbidi, come la crêpe o la georgette, che segue i contorni del corpo, ma addolcendoli.
A sirena: Modello molto sexy che sottolinea i fianchi per poi allargarsi verso le cosce e terminare con un piccolo strascico. Ideale per chi ha bacino e fianchi stretti.
A sottoveste: Ha un ampio décolleté e spalline sottili, di tessuto leggero e completato da stole o da giacche sottili.
Tubino: Modello che segue le linee del corpo, con gonna dritta che cade senza stringere o senza creare ampiezze, in stile tailleur. Ideale per chi ama un'eleganza semplice e classica.
Peplo: Simile alla tunica delle donne dell'antica Grecia, è un abito lineare, arricchito da drappeggi che lo rendono particolarmente elegante.
Ottocento: Ha un bustino aderentissimo e la gonna gonfia. Un tempo si dava volume alla gonna sostenendola con sistemi tutt'altro che comodi. Oggi esistono sottogonne in tulle, con grandi volants, leggerissime. Adatto anche a spose non molto esili.
Longuette: La gonna termina poco sopra la caviglia. Abito sobrio ed elegante, perfetto per un matrimonio civile.
Tailleur pantalone: Ideale per la cerimonia in municipio. Se la festa è serale, il blazer può essere sostituito da una giacca da smoking, con i revers in raso da portare sopra un top di paillettes o lurex.

Come scegliere l'abito da sposa

Lungo o corto, con pizzi o liscio, bianco o avorio...
Il tempo passa e finalmente arriva il giorno di concretizzare l'idea, ma è proprio ora che tutti questi pensieri, in principio chiari, diventano più confusi.
Le domande che ci si pone sono davvero tante e non sempre si riesce a trovare le risposte giuste!
La primissima cosa che la sposa deve sapere è che l'abito va scelto almeno 6 mesi prima della cerimonia di nozze, perché in questo modo sarà più facile scegliere gli accessori da coordinare e si possono fare diverse prove.

Tessuti per l'abito da sposa

Nella scelta dei tessuti per l'abito, bisogna sempre tenere conto, prima di tutto, della stagione in cui si terrà il matrimonio:
– Autunno/Inverno: microfibra, flanella e cachemere;- Primavera/Estate: tessuti leggeri come seta o cotone
È necessario anche pensare all'orario e al luogo in cui sarà celebrato il matrimonio:
– in Chiesa, al mattino: raso o seta consistente
– in Chiesa, al pomeriggio: raso leggero o georgette
– in Comune: shantung, cady in seta o matelassé.
Ecco un utile glossario con tutti i tipi di tessuto, decorazioni e pizzi:
A-JOUR: ricamo traforato
BATISTA: tessuto in lino o cotone fine e trasparente
BISSO: tessuto composto da filamenti setosi e lucenti, in lino, molto fine e prezioso
BROCCATO: tessuto pesante in seta, lavorato a motivi floreali in rilievo, talvolta con fili d'oro e d'argento
CADY: tipo di crespo a sottile lavorazione in seta o lana
CANNETÉ: tessuto a coste sottili in verticale, usato come nastro di finitura
CHANTILLY: pregiato pizzo in seta con lavorazione a tombolo
CHIFFON: tessuto a velo trasparente in seta, realizzato con filati molto ritorti
CRÊPE: tessuto in seta, lana o cotone, di vario peso, fabbricato con filati fortemente ritorti che gli conferiscono un aspetto ondulato e granuloso
CRÉPON: tessuto crespo dalla superficie mossa e rugosa
DEGRADÉ: è un effetto sfumato del colore o del disegno
DÉVORÉ: tecnica che svuota e corrode il tessuto per ottenere effetti di trasparenza
DRAP: tessuto in lana pettinata, lucido e morbido
DUCHESSE: tessuto in raso liscio e pesante, in seta o cotone, di aspetto lucente
FAILLE: tessuto in seta o cotone, a grana grossa, con piccole coste
FLANELLA: tessuto piuttosto pesante, dalla superficie garzata
FRESCO DI LANA: tessuto molto resistente, ma leggero e piacevolmente termico
FROISSÉ: tessuto dalla superficie volutamente sgualcita
GABARDINE: tessuto in lana molto sottile
GARZA: tessuto a velo in cotone o seta leggera, fitto
GAZAR: tessuto rigido in seta, robusto ma trasparente
GEORGETTE: tessuto in seta, appartenente ai crespi, leggero e trasparente, ha aspetto fluido e cascante
GOFFRATO: tessuto a rilievi ornamentali ottenuto attraverso particolari tecniche di compressione
IMPRIMÉ: tutti i tessuti stampati
JACQUARD: tessuto operato realizzato con telaio munito di meccanismo jacquard, il quale, intrecciando fili di vario colore, realizza disegni geometrici o variamente figurati
LAMÉ: un tessuto o un filato generalmente in seta in cui fili metallici, dorati, argentati e lurex formano un motivo ornamentale
LEAVERS: pizzo caratterizzato da un disegno con molte sfumature e rilievi. Se arricchito da un bordonnette a rilievo, prende il nome di Dentelle Rebrodée.
LUREX: fibra tessile sintetica dai riflessi argentei utilizzata per ottenere filati dall'aspetto brillante e metallico
MACRAMÉ: pizzo pesante eseguito a mano formato da una serie di nodi e intrecci che compongono sia il motivo che il fondo
MAROCAIN: pesante crêpe dalla trama particolarmente grossa caratterizzata da costine trasversali
MATELASSÉ: tessuto a motivi in rilievo ottenuti anche tramite trapuntatura
MIKADO: raso in seta pesante, di origine giapponese, che ha mano consistente e rigida
MOIRÉ: effetto cangiante di striature con riflessi ondulati irregolari
MUSSOLA: tessuto molto leggero e a trama molto larga prodotto con la lana, il cotone e il lino
NACRÉ: tessuto madreperlato e iridescente
ORGANZA: tessuto principalmente in seta, leggero e trasparente, prodotto con fili finissimi, dall'aspetto leggermente rigido e madreperlato
ORGANZINO: tessuto sottile principalmente in seta realizzato con le migliori fibre continue ritorte
OTTOMAN: tessuto pettinato, che può essere in lana o seta
OXFORD: tessuto di cotone che presenta in superficie piccoli rombi o quadretti
PAILLETTES: sottili dischetti laminati, vetrosi e madreperlati da applicare al tessuto
PIZZO: tessuto a ricamo, fatto a punti radi o a nodi, che può avere disegni diversi e essere realizzato in fibre naturali e sintetiche
PIZZO A TOMBOLO: pizzo che si ottiene utilizzando il tombolo, uno strumento dalla forma cilindrica, tonda, o a manicotto
PIZZO DI BRUXELLES: merletto ad ago contraddistinto da un particolare disegno di fiori e foglie
PIZZO DI BURANO: pizzo caratterizzato da un motivo circolare sul quale vengono realizzati disegni floreali
PIZZO DI HONITON: pizzo caratterizzato da motivi floreali e da una struttura a rete a macchie o puntini
PIZZO SANGALLO: pizzo di cotone o di lino traforato
PLUMETIS: ricamo a rilievo, a puntini, su basi di mussola e voile
POINT D'ESPRIT: tulle ricamato a puntini